12 ottobre 2007.

Presentata la proposta di legge per riconoscere ai Sinti e ai Rom lo status di minoranze

Si è svolta ieri a Roma la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge n.2858 depositata dall’onorevole Mercedes Frias come prima firmataria, sull’inserimento delle minoranze rom e sinte nella Legge 482 del 1999: norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Oltre all’onorevole Frias sono intervenuti l’onorevole Leoluca Orlando e l’onorevole Marco Boato, tra i firmatari della proposta. In rappresentanza dei cittadini e le cittadine rom e sinti sono intervenuti la dottoressa Eva Rizzin e Nazzareno Guarnieri del Comitato “Rom e Sinti Insieme“. Alla presentazione c’erano persone e associazioni che lavorano sui/con diritti di Rom e Sinti. Mercedes Frias ha spiegato che questa proposta vuole essere un primo passo “modesto” per restituire dignità a chi vive da tantissimi anni in Italia senza quel riconoscimento che invece viene dato alle altre minoranze etnico-linguistiche presenti in Italia. Con l’inserimento delle minoranze rom e sinte nell’articolo 1 della legge del 1999, anche queste minoranze avranno pari diritti e dignità. La loro lingua verrà tutelata e si potrà effettuare un effettivo monitoraggio di come i Rom e Sinti vengono presentati nei mezzi di comunicazione di massa. Grazie a questa legge ci si adeguerà finalmente alla normativa europea che prevede questo riconoscimento e si potrà prevenire e contrastare in maniera più efficace la discriminazione e il razzismo L’onorevole Frias ha ricordato come questo strumento di legge sia essenziale in questo momento politico nel quale si confonde volutamente la povertà con l’illegalità, in cui si assiste a una deriva securitaria che risponde non ad un reale aumento della criminalità bensì a pura propaganda elettorale dato che punire i poveri sembra creare consenso. La geografa Eva Rizzin, sinta italiana, ha sottolineato l’importanza di questa proposta di legge che tra l’altro, per la prima volta ha dato la possibilità ai diretti interessati di dire la propria.

Riconoscere il diritto alla tutela delle lingue sinte e romanés , lingue di origine sanscrita che si sono mantenute vive attraverso i secoli solo oralmente equivale a riconoscere il diritto all’esistenza individuale e collettiva di queste minoranze. La perdita di queste lingue vorrebbe dire la perdita di un patrimonio irrecuperabile, del veicolo di una cultura millenaria. Una cultura che la società maggioritaria conosce a stento, dato che se ne sente parlare solo in modo negativo. E la conoscenza è il primo mezzo per cominciare a combattere la discriminazione. Nazareno Guarnieri, rom abruzzese , ha fatto notare che fino ad ora le istituzioni si sono rapportate con le associazioni “pro-rom” ma non con i Rom e Sinti stessi in prima persona. Ma senza la partecipazione attiva dei soggetti interessati non ci può essere interazione effettiva. Ha anche segnalato che in Abruzzo, dove i Rom sono una componente della popolazione fin dal 1390, la discriminazione verso questi cittadini italiani li spinge addirittura a chiedere di cambiare il cognome per poter ottenere un lavoro. Senza lo strumento essenziale del riconoscimento dello status di minoranza quale percorso di integrazione potrà mai essere possibile? Leoluca Orlando ha dichiarato che questa legge è essenziale anche perché stabilisce il principio della legalità come rispetto dei diritti umani , tra i quali il primo è il diritto alla propria identità. Marco Boato ha riferito anche che nel 1999 non si inserirono le minoranze Rom e Sinte nella legge 482/1999 perché ci fu un ostruzionismo serrato da parte della Lega Nord contro la legge, un vero e proprio ricatto per non far includere anche i Rom e Sinti che portò quindi alla loro esclusione pur di farla approvare. La proposta di legge presentata in data odierna è un vero e proprio atto di giustizia civile, di civiltà giuridica ma per far sì che venga approvata è imprescindibile un impegno sul territorio. Bisogna moltiplicare le iniziative per discutere a livello locale e creare anche l’occasione di far conoscere alla maggioranza la storia e la cultura delle minoranze Rom e Sinte. Come ha concluso anche Gennaro Migliore , una legge non basta, in questo momento storico e politico in cui lo stigma e il pregiudizio è diffuso, è indispensabile lavorare per cambiare il livello di coscienza della maggioranza degli italiani. di Floraascolta gli interventi…

04 ottobre 2007

«Il Comune ci ignora perché le baracche saranno smantellate»

Quotidiano Alto Adige, 04-10-07,  Cronaca

«Il campo dove abitiamo è in condizioni pietose» 
I Sinti: una fogna a cielo aperto

 

campoBOLZANO. Campo sinti alla Spaghettata: tre famiglie in difficoltà; trenta persone, di cui 14 minori. Vorrebbero lavarsi, ma manca l’acqua calda. Vorrebbero servirsi dei gabinetti, ma sono intasati da settimane. A pochi metri dalle roulotte, una fogna a cielo aperto: un laghetto lungo almeno 50 metri. Topi e rospi ovunque. I nomadi hanno fatto presente la situazione, più e più volte, ma il Comune – raccontano – non si è mosso. «Non vogliono spendere altri soldi, perché il campo dovrebbe essere smantellato».  Un lezzo terribile, a pochi metri dalle roulotte, all’estremità meridionale del campo sinti della Spaghettata. Topi che scorrazzano a destra e a manca. Rospi e insetti di ogni genere. Perché le fognature si sono rotte, da settimane. Le acque nere hanno formato un laghetto, che però ha davvero poco di romantico. Perché a pochi metri dallo specchio d’acqua vivono tre famiglie; in tutto trenta persone, con una quindicina di bimbi e ragazzini. La tutrice, Venusia Frosch, è preoccupata, e racconta. «Vorremmo solo che i nostri bimbi si potessero lavare e andare al gabinetto. Ma il container-wc è intasato da settimane; l’acqua calda una volta arrivava regolarmente, adesso siamo sempre senza. Per lavare i bambini prima di andare a scuola, siamo costretti a scaldare l’acqua sul gas e poi a metterli a mollo nelle bacinelle del bucato. Ci teniamo che i ragazzini siano puliti, ma non sempre ci è possibile». I bimbi sono costretti a fare i bisogni in quella che era l’area giochi. «Un’indecenza. Abbiamo chiamato gli assistenti sociali, l’igiene pubblica. Non chiediamo mica niente di che: un po’ di dignità. Vorremmo solo lavarci e non vivere in mezzo ai topi. Basterebbe spurgare i tombini, ricoprire il lago, darci l’acqua. Ma non si è mosso nessuno». Il motivo dell’immobilismo, a detta delle famiglie sinte, è chiaro: «Sappiamo che il Comune intende smantellare il campo, verso inizio 2008. Chiaramente non vogliono spendere altri soldi, una vergogna. Anche perché poi, magari, il giudice ci toglie la custodia dei bambini, se scopre che vivono in queste condizioni».  Sullo stesso tema, intanto, proprio ieri mattina, è stata bocciata in consiglio provinciale una mozione di Unitalia, con la quale Donato Seppi chiedeva alla Provincia di non concedere al Comune sovvenzioni per l’acquisto e l’attrezzatura di terreni da destinarsi a famiglie di nomadi, con particolare riferimento al trasferimento della famiglia Gabrielli al di là di Firmian. La mozione è stata respinta, ma ha avuto il sostegno, oltre che di Unitalia, anche delle destre tedesche. A detta di Seppi è «scandaloso che la giunta provinciale abbia concesso al Comune, nel dicembre 2006, 52 mila euro di sovvenzioni. C’è più sensibilità per i nomadi che per la popolazione residente. Così non può continuare». (da.pa)

4 – 9 settembre

manifestazione

Il Presente di un popolo Antico 

    
Nell’anno europeo per le Pari Opportunità, in una società multi etnica come la nostra, è ancora difficile parlare di minoranze sinte e rom, se non evidenziando essenzialmente gli aspetti sociali “problematici” legati alla presenza di queste minoranze sul territorio. Per contrastare questa percezione limitata e penalizzante delle minoranze sinte e rom, l’associazione Nevo Drom e l’U.N.A.R. organizzano una serie di eventi socio-culturali, con l’obiettivo di creare momenti di incontro tra persone.Un modo piacevole e diverso per coinvolgere, avvicinare, far conoscere la cultura e la quotidianità pregna di tradizione di queste minoranze.

L’ARTE 

Dal 4  al 9  settembre Le esposizioni saranno visitabili dalle 15.00 del giorno 4 settembre alle 14.00 del giorno 9 settembre, con orario continuato dalle ore 8.30 alle ore 18.00 – foyer dell’Accademia Europea E.U.R.A.C. Via Druso, 1 Bolzano – mostra d’arte collettiva Olimpio Cari e Angelo Proietti – mostra fotografica “… con gli occhi dei bambini” – esposizione bibliografica “Sinti e Rom scrittori” – mostra artigianale Manufatti della tradizione sinta

7 settembre

IL CINEMA – dalle 19.00 Centro Culturale “Claudio Trevi” Via Cappuccini, 28 Bolzano

“La vita e altri cantieri” – film documentario su una famiglia sinta di Bolzano, fra tradizione e cambiamenti –  regista Giuseppe Schettino, 2007 , durata 37 min.

“Riso, pianto e sangue” –  auto produzione documentaria realizzata con materiali d’archivio e ricordi di famiglia – regista  Armando Gabrielli, 2007, durata 16 min.

“Japigia gagi” – documentario antropologico, opera prima che ha riscontrato numerosi consensi tanto nel circuito festivaliero cinematografico che in ambito antropologico e nello stesso mondo delle comunità ed associazioni sinte e rom –  regista  Giovanni Princigalli, 2003, durata:  59 min.

8 settembre

FESTA SINTA -LA MUSICA E LA GASTRONOMIA – accademia Europea  E.U.R.A.C. Via Druso, 1 Bolzano

Dalle ore 18.00 – Gustiamo insieme speciali gastronomie Tradizionali sinte. Allieteranno la serata  Il complesso musicale sinto altoatesino

U Sinto e il violinista Neves, con le loro intramontabili melodie sinte e tzigane, di seguito il musicista sinto francese – Bireli Legrene con il suo gruppo farà ascoltare le canzoni del maestro di jezz Dijango Reinardt

9 settembre

PARI OPPORTUNITÀ’ –  “Le minoranze sinte e rom tra diritti di cittadinanza  e discriminazioni”

Tavola Rotonda Interverranno: Cristina De Luca (Sottosegretario di Stato), avv. dott. Olga Marotti (U.N.A.R.), ), Luigi Spagnolli (Sindaco del Comune di Bolzano) Antonio Giuliani (UNAR), Claude Cahn (COHRE), Karl Tragust (Provincia di Bolzano, Rip. 24) Luigi Gallo (Assessore del Comune di Bolzano), Patrizia Trincanato ( Assessore del Comune di Bolzano) Eva Rizzin (osservAzione), Salvatore Saltarelli( Centro di tutela contro le discriminazioni.) Giuliano Gabrielli (Nevo Drom TN), Nazzareno Guarnieri (romsinti@politica), Gianfranco Gabrielli (Nevo Drom).

Moderatore: Giovanni Zoppoli

Carolain Reinhart  Con la sua voce darà il benvenuto agli ospiti.

Il violinista  “NEVES”  e  “U SINTO” Chiuderanno la settimana di eventi con la propria musica sinta tramandata da generazioni in generazioni.

In collaborazione con:

  • Accademia Europea – E.U.R.A.C.
  • Centro per la Pace del Comune di Bolzano
  • Centro Culturale “Claudio Trevi”
  • Comune di Bolzano Rip. Ufficio Cultura
  • Comune di Bolzano, Rip. Servizi alla comunità locale,
  • Osservatorio Prov. contro le Discriminazioni, Rip. 21
  • Provincia di Bolzano, Rip. 21 Formazione professionale italiana
  • Provincia di Bolzano, Rip. 24 Politiche Sociali

              

23 giugno

Incontro ” Cittadinanze imperfette”

Rom e sinti e la cittadinanze mancata

Il 23 giugno alle 17,30 a Casa Altmann, si è tenuta la presentazione di “Cittadinanze imperfette”, rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti in Italia prodotto dall’associazione OsservAzione con la partecipazione dell’autore e dell’European Roma Rights Centre (ERRC). L’incontro è stato introdotto da Radames Gabrielli, presidente dell’associazione Nevo Drom che ha fatto gli onori di casa.

Claude Cahn, direttore dei programmi della ERRC, ha presentato la condanna contro l’Italia del Comitato Europeo per i Diritti Sociale per la violazione del diritto ad un alloggio adeguato sancito dall’articolo 31 della Carta Sociale Europea Revisionata. Cahn ha inoltre sottolineato come anche la situazione di Bolzano presenta molti aspetti critici riconducibili alle violazioni indicate nella decisione del comitato.

Nando Sigona di OsservAzione – centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti ha illustrato i punti salienti di “Cittadinanze imperfette” (Edizioni Spartaco, 2006), evidenziando i numerosi esempi di discriminazione razziale di cui sono oggetto rom e sinti. Nel rapporto sono documentati casi di discriminazione in relazione a accesso alla casa e ad alloggio adeguato, lavoro, scuola, status giuridico e rappresentazione nei mezzi di comunicazione.

In “Cittadinanze imperfette”, è riportato il caso di Bolzano, in particolare per quanto concerne le politiche abitative e la situazione ambientale e sanitaria del “campo nomadi” di Castel Firmiano locato su un ex-discarica di rifiuti.

L’incontro si è svolto alla presenza di numerosi sinti e rom, che hanno partecipato attivamente con molti interventi durante il dibattito. Era presente anche l’assessore alle Politiche Sociali, Patrizia Trincanato, che si è soffermata sulle problematiche inerenti alla discarica di Castel Firmiano e alle ipotetiche soluzioni, senza però esplicitare i tempi di azione.

 Claude Cahn ha sottolineato come, in casi simili, la Corte Europea per i Diritti Umani non ha avuto dubbi circa la gravità della situazione e il bisogno di intervenire celermente, garantendo per i risedenti, ha sottolineato Cahn, “alloggi adeguati nel rispetto degli standard sanciti dalla legislazione europea in materia”.

 

19 maggio

Svegliati Europa, l’Italia è tornata al 1940

postato da sucardrom

Alla fine è successo l’inevitabile. Il Ministro Amato e il Viceministro Minniti firmano gli accordi tra governo ed enti locali per contrastare la criminalità (fonte, Ministero dell’Interno).11 settembre 1940, il Ministro dell’Interno da mandato ai Prefetti di internare di tutti i Sinti e i Rom Italiani e di allontanare di tutti i Rom Europei. 18 maggio 2007, il Ministro dell’Interno da mandato ai Prefetti di internare in “speciali campi” alcuni Sinti e Rom ed allontanare i Sinti e i Rom in “esubero”. Nella sola Roma il Prefetto Serra è pronto alla cacciata di 10.000 persone (fonte, la Repubblica, pagina 6, 19 maggio 2007). I Cittadini Italiani ed Europei, residenti in Italia e appartenenti alle minoranze sinte e rom, da oggi sono dei criminali e lo Stato Italiano sancisce questo assioma ufficialmente con il Governo Prodi che doveva impegnarsi a riconoscerne lo status di minoranze etniche linguistiche a queste popolazioni.
Roma e Milano sono solo le prime due città a sottoscrivere gli accordi ma presto se ne aggiungeranno altre, trasformando l’Italia nella prima nazione occidentale dove viene calpestata con un atto ufficiale la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Poteri speciali alle forze di polizia che avranno le “mani libere” di infrangere tutti i diritti costituzionali per controllare i “campi”, dove saranno concentrati i Sinti e i Rom.
Nella tragedia c’è anche chi getta benzina sul fuoco come l’articolo di Repubblica, dove esprime il suo punto di vista l’Opera Nomadi Nazionale: “Oltre ai 160 mila tra rom, sinti, camminanti e rom romeni già presenti in Italia, potrebbero aggiungersi nei prossimi mesi almeno altri 60 mila rom romeni che andranno a modificare quei già difficili equilibri raggiunti dopo lunghi anni di compromessi e fallimenti”.
La giornalista Claudia Fusani si “impegna” e di seguito scrive: “In Romania c’è una “bomba” potenziale di due milioni e mezzo di rom in partenza verso l’occidente per cui si stanno spalancando le porte dell’Europa”. 
A Milano tutto questo costerà allo Stato diversi milioni di euro, la prima stima per il 2007 è di 132 milioni. A Roma non si sa nulla e per questo Alemanno (Alleanza Nazionale) contesta il protocollo d’intesa e chiede che siano previste nuove norme per sanzionare: il vagabondaggio, l’accattonaggio e l’occupazione abusiva. Interessante uno dei commenti dell’autore di questa vergogna nazionale, il Ministro Amato: “Il tragico errore della sinistra è che pensa che il problema della sicurezza sia un problema dei ricchi che hanno qualcosa da difendere. Il problema della sicurezza, oggi, nella società, lo sente chi ha pochissimo da difendere e che, per questo, si difende ancora più aspramente, diventando nemico di chi gli sarebbe simile.” (fonte, la Repubblica, pagina 6, 19 maggio 2007).
Il ministro continua e si raggiunge il paradosso: “Questa è la peggiore azione che si può fare e che ha l’effetto di «desolidarizzare», di allontanare coloro che hanno difficoltà l’uno dall’altro”. E infatti pensa, insieme a Serra, di costruire quattro “campi” isolati nella campagna romana, dove rinchiudere cinque mila persone, sotto stretto controllo di una forza speciale di polizia; il resto sarà cacciata e si ritroverà disperata e braccata nel resto dell’Italia.
Certo la stangata elettorale in Sicilia ha fatto male al centro-sinistra e per questo non perde tempo nel confezionare un “pacchetto sicurezza” che farebbe arrossire qualsiasi esagitato razzista che nemmeno nei suoi sogni più arditi ha mai osato considerare.  Le parole d’ordine nel centro sinistra sono altre: tutti pronti per le prossime elezioni amministrative (uno sguardo al nuovo governo francese di destra non farebbe male agli amiconi dei nascenti: partito democratico e sinistra europea) nella speranza che superando arditamente gli esagitati di alcune formazioni politiche di centro-destra nostrane, si possa stravincere e riportare il Paese al 1940.
A questo punto chiediamo: Europa dove sei?

La discriminazione distribuita gratuitamente.

La discriminazione distribuita gratuitamente.

Che cosa sta succedendo in Italia… mentre tutti gli stati vogliono l’unità… l’Italia vuol dividere.

Ieri gli Stati Uniti d’America, unì gli stati Americani. Oggi è l’Europa che si sta unendo, l’Europa Unita per creare un solo grande Stato, il progettato e realizzato grazie alla volontà di grandissimi personaggi che hanno avuto la costante volontà di lavorare tutti insiemi, riuscendo a fare un grandissimo lavoro di squadra e solidarietà, hanno voluto costruire qualcosa di veramente grande… colossale… l’Europa Unita, una creazione di una grandissima utilità commerciale per tutti i popoli riuniti, dando del lavoro e prosperità a tantissime persone, (compresi i sinti) l’eliminazione della disoccupazione, a portare la conoscenza reciproca, di far scomparire la discriminazione, l’emarginazione, il razzismo, di trattare tutti gli esseri umani con rispetto e considerazione, di accettare tutte le culture, tradizioni e lingue esistenti, ( esclusi quelle sinte e rom) di poter lavorare in tutto il mondo in un’assoluta tranquillità e sicurezza, senza nessun tipo di pregiudizio razziale o di qualsiasi altro genere d’impedimento alla prosperità nell’avvenire presente. L’Europa Unita per convivere con tutti i popoli esistenti. Esclusi i popoli dei sinti e rom, perché per i popoli dei Sinti e rom (italiani) non c’e’ l’Europa Unita. Venerdì 18 maggio sui giornali una bella sorpresa per tutti i Sinti e Rom, in Italia e ritornata la reclusione forzata per i colpevoli del reato d’essere Sinti o rom. Siamo ritornati all’ 11  settembre 1940 dove Sinti e rom venivano internati nei speciali campi costruiti solo per Sinti e rom. Oggi anno 2007 pari opportunità per tutti i popoli… (non per i Sinti e rom) siamo ritornati all’epoca dei esperimenti sui Sinti e rom, solamente perché di tale etnia…cioè nessuno… I sinti e rom non hanno un Stato che li difende, Le parole del dott. Johann Trost lo confermano…

Ma perché scegliere gli zingari per questi esperimenti?

Tutti disprezzavano gli zingari, di razza pura o meticcia: tutti, dai deportati alle SS. Allora perché rinunciare? Chi si sarebbe lamentato? Chi avrebbe testimoniato? Gli zingari contavano ancor meno degli ebrei. Gli zingari non avevano nessuna rappresentanza negli stati che li avevano visti nascere. Essi non esistevano a livello nazionale o internazionale. Al limite siamo stati in presenza di un delitto perfetto. Un delitto senza cadaveri. Chi volete ancora oggi che reclami uno zingaro.

Testimonianza del dottor Johann Trost ex deportato a Dachau, resa alla commissione olandese per i crimini di guerra. Oggi ritorniamo a questo, All’epoca dei crimini impuniti.

24 marzo 2007

Costituzione ufficiale del primo “COMITATO NAZIONALE – ROM E SINTI INSIEME”. Le Associazioni promotori: “Nevo Drom”- Bolzano. – Sucar Drom, Mantova. – Rom Sinti Politica, Pescara.

9 febbraio 2007                                                                                                                                                 Radames Gabrielli risponde alle polemiche su sinti e alloggi

Cosa puoi dire…quando prendi il giornale e davanti ai tuoi occhi vedi scritte delle parole, immaginabili, parole scomparse con la fine della guerra e dell’olocausto. Oggi siamo nell’anno 2007.  Anno di pari opportunità. Il 27 gennaio 2007. “Giornata della memoria”. Per ricordarci di tutte le atrocità, subite dalla discriminazione e dall’odio razziale verso le diverse etnie e per tutti i caduti nella prima e seconda guerra mondiale. Si sentono queste parole da persone altolocate come il presidente dell’ipes, Pürgstaller, in risposta all’assessora Luisa Gnecchi. Leggendo le sue dichiarazioni nella Cronaca di Bolzano dell’Alto Adige il 31 gennaio 2007 , ci si fa un’idea. “La tendenza e quella di concentrare tutti i nomadi in un unico edificio, perché in questo modo sono più facili da controllare.”. Esperimenti già fatti dall’Olanda nel 1918, crearono campi nomadi solamente per discriminazione e per tenerli sotto controllo ecc, ( lo fece anche Hitler ) perciò Pùrgstaller cosa vorrebbe dire…o fare con queste parole. E’ vero che molti sinti preferiscono le microaree, ma tanti altri vogliono vivere in appartamento. Sarebbe giusto dare la possibilità di scelta.  Poi il giorno dopo sempre sulla cronaca di Bolzano “ l’Alto Adige” del 1 febbraio 2007 l’assessore all’edilizia agevolata, il signor Cigolla dice ( una tra le altre ! ) “Nomadi” convivenza impossibile” definendoci addirittura dei diavoli e che chi abita vicino ai nomadi lo sanno! Ma noi abbiamo fatto una ricerca e abbiamo trovato delle risposte contrarie a quelle definite da Cigolla con dichiarazioni scritte e firmate dai vicini di casa dei sinti.

Nostra vita sinta ?? in mezzo a voi ?? ma soli.

Intervento di Radames Gabrielli all’incontro «Rom e sinti: convivenza e discriminazioni» 

Il vivere per noi sinti e rom, non è certo un abitare in uno squallido e incivile campo nomadi … una moderna ma errata concezione colomba cinquanta o cento famiglie diverse, senza veri legami di parentela, sono così costrette a vivere una sopra l’altra, senza nessuna riservatezza … il campo nomadi, per noi sinossi e rom sinonimo di reclusione e di concentrazione, un habitat di completa discriminazione ed emarginazione, realizzato solo allo scopo di concentrare tutti i sinti ei rom, in un unico luogo, per così poterli meglio controllare, perché io sinti e giudicati, “anche senza ragioni valide”, delinquenti e disturbatori delle quiete pubblica e perciò esclusi allontanati ed emarginati, ponendo così i campi nomadi alle periferie delle Città, in luoghi malsani e lontani dai centri abitati, dichiarando poi che non e possibile convivere con i sinti e rom. Da diversi anni sono sono sinti, che hanno scelto di vivere in casa, con la loro spontanea volontà, perché gli piace vivere in casa … ma ci sono tantissimi che ci entrano contro la loro volontà, l’unico sistema che ho trovato per successo e fuggire dal campo nomadi, ricordandosi che vivere in casa e molto meglio del vivere in un campo nomadi. L’ideale sarebbe vivere in una microarea, l’ideale perché solo per una famiglia, allargata ma unica, al massimo dieci famiglie composte solamente da genitori e figli. L’ultima alternativa che abbiamo per vivere all’aperto senza avere dei muri intorno a noi, un fax simile di libertà e di vita ormai lontana e irreperibile, una microarea dove poter continuare e salvaguardare la tradizione e la cultura dei sinti e rom nativi in ​​Italia da decenni … ma anche perché sono le tante persone che hanno detto che hanno dei peccati o sono venuti vicini di casa e vivere con armonia e una cosa impossibile, perciò la creazione delle micro e di un bene per noi … ma non è un piacere per le persone che non vogliono vivere un contatto con noi sinti e rom. Anche se la gente … io gage … sto convivendo con noi sinti da millenni, ma la loro ipocrisia è più forte della sacrosanta verità, ci si nascondono dietro, dichiarando che non sanno chi siamo e da dove veniamo.

Certe persone fanno addirittura finta di meravigliarsi, quando ci sono per la città, nei negozi o in un bar, eppure anche benissimo che viviamo in mezzo a loro da anni d’anni, nasciamo nello stesso ospedale, è chi sa volte volte i nostri i miei nipoti sono nati lo stesso giorno, la stessa ora, lo stesso minuto, e che tutto è accaduto nella stanza accanto … in quel attimo ci facciamo bulli mostrandoci i nostri figli … in quel minuto non ci sono zingari o gage … ma solo persone felici . Andiamo nelle stesse scuole, stiamo giocando nella discoteca a ballare, certe volte fa un bicchiere di birra insieme, siamo grandiosi, siamo grandi e ci dimentichiamo di tutto, sono dormiva insieme, tutti in una stanza con le belle bellezze un castello, uno sopra l’altro, ci sono vissuti insieme quasi per un anno … Sono tornato a casa, si cerca un lavoro, ma si trovano solo porte chiuse, e tante belle parole vieni: … no … non c’e ‘lavoro … ci dispiace tanto … riprova fra una settimana o un mese, e così che sono più che altro, come quelli che urlano dicendo … che vadano a lavorare … che facciano anche loro vengono noi … queste persone sono le prime che non assumeranno mai uno zingaro alle proprie dipendenze. Gage, con la speranza che sono una mano, ma sono solo gli amici del bar e niente più, ci sono pochissimi gage che sono veramente amici con noi sinti e rom. Noi sinti siamo in Trentino Alto Adige di più di 100 anni, abbiamo sempre vissuto nelle roulotte in giro per Bolzano, quando ero piccolo abitavo a san Maurizio vicino al tiro un segno ci lasciarono per un po ‘d’anni … finché non ci hanno spostati in via Fago, ma ci mandarono via anche da lì, ricominciammo a girare per Bolzano, fermandoci qua e là. Finché non siamo andati ad abitare in via Resia 12, rimanendoci fino all’anno 2006 … per l’esattezza 25 anni, ed abbiamo sempre convissuto con i nostri vicini, con amicizia e simpatia. Già un tale parte dei peccati sono riusciti ad abitare in casa, andando sempre d’accordo con i loro vicini, e se non sbaglio sono passati circa 20 anni. (Per quanto riguarda le imprese da parte di casa mia, che non è mai stato così difficile, senza alcun problema di tipo, non è l’etnia sinta che li disturba, ma la maleducazione dell’essere singolo, senza guardare se è gagio, sinto o rom … senza avere nessun tipo di pregiudizio razziale. Ma ci sono delle persone che sono di essere contenti nel vedere i sinti e i romanzi mettersi in regola entrando nelle case … non lo sono, vorrebbero scacciarli … per questi tipi di persone non si dovrebbe osare l’appartamento e nemmeno la microarea … ma se ho i punti e la laurea giusta, perché non osare l’appartamento al centro familiare di sinti e rom, che sceglie e vuole viverci? ..è perché non si può costruire delle micro-risorse per le famiglie allargate che vogliono mantenere la loro cultura e tradizione … così come la propria famiglia unita? … Che si tratti di persone che sono dimenticati che noi sinti ” etnia diversa “siamo cittadini italiani … che anche io sono un vecchio dei loro vecchi hanno combattuto nella seconda guerra mondiale per difendere l’Italia!  Ma una tantissime persone non importa, anzi dichiarano che non si può convivere, con noi sinti e rom … ma se e vero, di sicuro non per colpa nostra, perché noi conviviamo con voi gage da millenni, perciò, non siamo noi sinti o rom non sono noi ad avere dei pregiudizi, sono razziali che discriminanti … ma sono io ad avere questo tipo di problemi … ci sono accesi di non volere integrarci nella società, senza ammettere che sono loro ad allontanarci e ad emarginarci dalla città e dalla loro società …

Non sono cose che succedono da oggi, la discriminazione e il razzismo verso noi sinti e rom c’e ‘da sempre, non è una novità, tutti sanno che il nostro calvario dura da secoli e che non finirà oggi, basta mettersi pensare che siamo nell ‘2007, anno di pari opportunità per tutti i popoli del mondo … per noi sinti e rom no … non ci sono pari opportunità e neanche opportunità … perché noi siamo ancora, emarginati, scacciati e odiati dalla maggior parte di voi gage. E provate che è vero di quello che sto salendo, sono scritti sui temi, e per farvelo capire vi leggo un po’di titoli, letti sull’Alto Adige di Bolzano tempo fa: .. “Nomadi una convivenza impossibile” definendoci addirittura dei diavoli << alle spalle di Firmian arriva il campo nomadi (ma non spiegano che si tratta di una microarea di 1300 metri quadri per dieci roulotte della mia famiglia, residente in via Resia 12, sfrattata dopo 25 anni) << no ai nomadi << iniziamo oggi le firme contro gli zingari << Firmian il disagio … i sinti nelle case Ipes <<< perfino: <e una vergogna <e una vergogna cosa !! Permettere ai sinti di vivere decentemente … Se queste parole, non sono discriminanti e non manifestano l’istigazione al razzismo … che cosa manifestano … la pace … Ma perché … in tante persone c’e ‘tanto odio verso il popolo dei sinti e rom … perché la discussione nasce sempre più forte nei loro cuori … non basta tutto quello che ha passato il popolo sinto e rom nella storia, ancora oggi sente forte il ricordo di una guerra passata che non sembra mai finire, perché per quei pochi sinti e rom che sono sopravissuti all’olocausto, una quella terribile distruzione di popoli, la persecuzione, l’emarginazione, la discriminazione, i pregiudizi e il razzismo continua … non basta tutto il male, io soprusi, l’umiliazione che hanno subito, sempre in silenzio, senza mai reagire … e perché non si ammette che noi sinti e rom siamo popoli pacifici, popoli che non hanno mai dichiarato guerra in nessun altro popolo in tutto il mondo … Oggi non sono qui per quanto riguarda noi non ci sono mai colpe di nessun genere … Ma io mi sto solo chiedendo … Perché definiti tutti i sinti e rom ladri e delinquenti, anche se non lo sono … li colpevolizzate di tutte le colpe commesse d’altri … basta pensare a zingari, che subito sono i primi ad essere sospettati … quando succede qualcosa di male, la colpa e sempre e solo dei sinti o dei rom e mai del gagio … sembra assolutamente che tutto il male del mondo si è fatto solo dai sinti e rom … ma perché … secondo voi … siamo solo noi sinti e rom che facciamo del male? ma … non si vede il male che fa il gagio! non vi siete mai posti la domanda di chi … ha reso altri popoli schiavi? Di chi … ha sempre guerra al proprio simile? … Sterminando interi popoli, tradizioni, usanze … genitori che uccidono i propri figli … figli che uccidono i genitori … arrivano al punto di uccidere intere famiglie solo per il denaro … (Personalmente … non l’ho letto da nessuna parte … che sono stati i sinti o rom …) Nell’arco degli anni passati mi sono innamorata di molte cose non ci siamo, tantissime delle nostre usanze sono scomparse, ma per ancora troppe persone non siamo cambiati abbastanza … vuoi sottometterci alle loro volontà, alle loro tradizioni e cultura … cambiandoci ancora di più … ed è perciò che la non convivenza, la discriminazione, il razzismo ci sarà sempre …, dureranno finché ci saranno persone che vorranno sottomettere altre persone, ed è per questo che affronteremo tutti insieme … .. di popoli uniti ed ‘Europa unita … tutti uniti per vivere in pace con tutte le etnie di questo mondo, per rispettare, accettare e onorare le tradizioni, cultura e usanze di tutti i popoli come fossero le nostre. Io Radames Gabrielli sinto di Bolzano e presidente dell’Associazione Nevo Drom … in nome dei sinti, grazie e rispetto alle persone che rispettano e onorano le culture e tradizioni diverse dalle loro … Che è tutto ciò che è possibile per migliorare il modo di vivere dei sinti e rom salvandogli le tradizioni, cultura e lingue. Che combattono con tutte le forze e con tutti i mezzi la discriminazione e il razzismo diffuso per anni. Che la parola di pace, di convivenza tra tutti i popoli esistenti, facendo capire a tutte le persone scettiche … che tutti i popoli compresi, il popolo dei sinti e rom, sono esseri umani e persone civili, come tutte le persone di questa terra, senza nessuna differenza … che l’unica differenza tra noi e loro è la tradizione, la cultura e la lingua. Che fanno sapere, che non è solo colpa dei sinti e rom se non c’è una convivenza … ma che è anche colpa del gagio … che colpevolizza subito il sinto e rom, anche non proveremo e senza nessuna validità ragione, ma solo per un motivo, perchè sin dal mio, e che non è vero che sono solo i sinti e rom quelli che fanno del male rubando o che fanno qualsiasi danno e vandalismo ad altre persone. Ma se vuoi davvero … che il sistema cambi … basta che aprono il loro cuore e dire la verità … non ha noi … ma a se stessi.

Barbara Richter

Barbara Richter è morta. Si è spenta serenamente durante il sonno, quasi a compensare un vita difficile attraversata dagli eventi più tragici della storia dell’ultimo secolo.

Sinta, nata in Cecoslovacchia, proveniente da una famiglia di sinti circensi austriaci, finita appena adolescente nei campi di lavoro nazisti, sopravvissuta agli esperimenti del dottor Mengele che le ha inoculato malattie di ogni genere.  La sua tempra forte le ha permesso di potere raccontare frammenti della sua vita a quanti le si avvicinavano. Il suo braccio tatuato, dove sotto una cicatrice si leggeva ancora un numero e una Z di Zigeuner, era un costante monito a non dimenticare. Dopo una vita trascorsa in giro per il mondo è tornata a Bolzano 4 anni fa, ormai sola,  per trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una città dove aveva vissuto negli anni ‘70/’80 con la sua famiglie e di cui conservava un bel ricordo.

Stralci delle sue memorie sono stati raccolti da Mirella Karpati  per la rivista Lacio Drom e, più recentemente, dalla direttrice dell’Archivio storico di Bolzano, che ne conserva una testimonianza videoregistrata. Una compagnia teatrale di Milano, in collaborazione con la sezione locale di Opera Nomadi, ha messo in scena all’inizio del 2006 uno spettacolo in cui si narra anche la storia di Barbara Richter.

Chi l’ha conosciuta conserverà di lei un ricordo fatto di tenacia, coraggio, orgoglio e amore per la vita.

Ciao Barbara

Giorno delle Memoria 26 Gennaio 2007


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SINTENGRE LAIDI

Il giorno della memoria per i sinti

In occasione della giornata della memoria 2007, l’associazione Nevo Drom, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Sinta di Mantova e la Caritas Diocesi Bolzano-Bressanone, organizza una serie di appuntamenti culturali per approfondire il tema della deportazione razziale di sinti e rom.

Durante il nazismo rom e sinti vennero marchiati come etnia ‘antisociale’, irrecuperabili da annientare fisicamente o da utilizzare come cavie da laboratorio. Lo sterminio nazi-fascista non è tuttavia un evento storico a se stante, ma parte di un continuum.  Sinti  e  rom  hanno  subito persecuzioni e vessazioni sin dalle origini della loro storia, vessazioni che durante il periodo nazifascista culminarono in un sistematico piano di “pulizia etnica” mascherato, per lo meno in Italia, da leggi sull’ordine e la sicurezza sociale.

Oggi purtroppo le cose per sinti e rom non vanno molto meglio: allo sterminio fisico si è preferita l’omologazione culturale; le aree che le nostre città destinano loro sono spesso luoghi insalubri, funzionali alla ghettizzazione e caratterizzati da ogni genere di fattori inquinanti altamente nocivi per la salute.

L’iniziativa del 26 gennaio ha il patrocinio del Comune di Bolzano, viene realizzata con il sostegno dell’Archivio storico di Bolzano e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano.

   

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